
My walk through life. Quindi cominciamo!
Ho deciso di cominciare oggi con questo mio "nuovo progetto" perché è una giornata assolutamente positiva, chissà che porti bene!
In quest'ultimo anno molto è cambiato: "tempo di Trento". Ho avuto modo di prendere coscienza di cose che prima ritenevo marginali o a cui non degnavo la minima attenzione; cose che magari voi ritenete "stupide" o "scontate", ma che quest'ultimo anno mi hanno segnata e, sotto un certo punto di vista addirittura cambiata.
Avere la capacità di conciliare molti lati della propria vita: la famiglia, gli amici e lo studio; non una vita, ma due: una a Brescia e una a Trento. In un certo senso ho capito che cosa significhi sentirsi "divisi" o "sdraicati" dal proprio contesto natale. Pian piano si capisce che non è poi così semplice "essere grande": il peso di certe responsabilità si fa sentire; responsabilità non solo nei confronti degli altri, ma anche nei confronti di sé: l'importanza di concedersi degli spazi, dei tempi per prendersi cura di se stessi e per capirsi un po' di più, in un modo diverso dal quotidiano, più intimo.
Subentrano nuove "preoccupazioni", bisogna avere un'attenzione diversa anche nei confronti di questioni di cui prima non ci si prendeva cura: tenere sistemata la stanza (che implica la pulizia di pavimento, oltre che del bagno un paio di volte alla settimana), fare la spesa (e stare attenti ai prezzi, è incredibile quanto si possa spendere in un supermercato se non si fa un minimo d'attenzione), cucinare e, magari, mettere in conto che si potrebbe pranzare o cenare da soli (cosa da non prendere così alla leggera: solo quest'anno ho scoperto che è una delle situazioni che "odio" di più).
Altra cosa che credo fondamentale: imparare a farsi compagnia. Potrebbe sembrare un'affermazione parecchio scontata e qualcuno potrebbe essere anche contrario, per quanto mi riguarda ho sempre avuto la compagnia di qualcuno in casa: fosse mia madre, mio padre o mia sorella (che sistematicamente mi rompeva le scatole mentre studiavo).
Ero arrivata ad un punto in cui non reggevo più la presenza di persone attorno a me, né a Trento né a Brescia, e tendevo ad "isolarmi" (cosa che va parecchio bene in tempo d'esame, visto che il tempo scorre che è una meraviglia quando si è "sommersi" dai libri), ma poi arrivata sera non ero più così soddisfatta del vuoto che mi circondava. Da questa mia prima esperienza trentina ho imparato anche questo: non è sempre un bene starsene da soli, bisogna indubbiamente trovare il tempo per dialogare con se stessi, ma non si deve assolutamente dimenticare l'importanza d'avere qualcuno che ti "rompa le scatole".
Dopo avervi parecchio annoiato con questi discorsi da vecchia, vi lascio solo una frase di mia zia, un'altra delle tante persone che avrei sicuramente fatto meglio a frequentare e conoscere di più e solo ora che non ne ho più la possibilità mi rendo conto di quanto ho perso, per sempre:
"E' grande chi semina ovunque speranza, serenità, gaudio e coraggio."